Il potere della parola: l’alfabeto, lettera “A” e lettera “B”

di Anna Fraddosio Commenta

potere-parolaDa sempre le lettere dell’alfabeto sono state viste come simboli “magici”, grazie ad esse, l’uomo ha potuto comunicare ed esprimersi, tramandare il sapere di generazione in generazione, cambiare il volere del fato attraverso formule magiche. Ogni popolo, da quello più antico a quello più recente, ha idealizzato un alfabeto, un modo per poter esprimersi e lasciare un’impronta del loro passaggio sulla Terra.

I primi popoli utilizzavano simboli, si pensi ai geroglifici, alla scrittura sumera, alle famose rune, che altro non erano, in principio, che l’alfabeto germanico; in seguito i simboli sono diventate lettere, lettere che tutti i popoli potevano capire e leggere.
Oggi, come promesso nello scorso post, inizieremo ad analizzare tutte le nostre lettere dell’alfabeto, vedremo le loro origini, la simbologia che spesso nascondono, e il loro significato esoterico.

Lettera “A”

La lettera “A” in origine era un carattere dell’alfabeto fenicio derivante dalla parola “aleph” che significa “bove”, in seguito fu assimilato prima dall’alfabeto etrusco e poi da quello latino.
La lettera “A” è la prima lettera dell’alfabeto, quindi rappresenta il Principio di ogni cosa; nell’alfabeto ebraico la lettera “alef” significa, appunto, guida, e serviva a designare l’unità. Gli studiosi affermano che osservando “l’architettura” di questa lettera in formato maiuscolo, essa potrebbe rappresentare, in modo stilizzato, la forma di un compasso graduato,(il compasso è il simbolo massonico per eccellenza) ed essere racchiusa quindi l’essenza e la misura di tutti i fenomeni cosmici, visibili ed invisibili.

La lettera “B”

La lettera “B” ha origine, in principio, da “beth” dell‘alfabeto fenicio, assimilata da “beta” dell’alfabeto greco, e infine adottata dall’alfabeto latino. Fin dal principio, questa lettera ebbe due significati, nelle culture mediterranee era il simbolo della casa o “dimora”, invece, nell’Europa settentrionale, e quindi anche nella scrittura runica, essa rappresentava il ramoscello di betulla o “giovane vita”. Nella simbologia massonica, essa è incisa sulla colonna sinistra del Tempio, in quanto è l’iniziale della parola “Boaz” che significa forza, parola principale e sacra a questa “cultura”.

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