Cold Reading: 13 consigli II parte

di Anna Fraddosio Commenta

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Il sesto consiglio di Hyman è l’uso di ripetizioni e frasi fatte che nessuno contesterà: “era una bambina adorabile”. “Adorava farsi qualche risata”, oppure il ripetere ciò che il cliente ha appena detto, quasi ad avallarlo, qualsiasi sia il metodo che state usando: “Era sempre molto generoso con gli amici” può essere commentato con: “certo, lo vedo” oppure “Odiava dire “no” a chiunque gli stesse chiedendo qualcosa, vero?”

Il settimo consiglio è quello di osservare il linguaggio corporeo di chi avete di fronte, da cui potrete ottenere indizi importanti, ad esempio, potete citare un elenco di nomi in attesa del segnale di eccitazione che segnalerà quello che il vostro cliente ha riconosciuto: un piccolo gesto della mano, occhi sgranati, pochi di noi riescono a restare impassibili se viene nominato un nome di una persona cara.

L’ottavo consiglio è di usare abilità da “pescatore”, un metodo è presentare ogni dichiarazione in forma di domanda, se otterrete risposta positiva ripetetela come affermazione, dando l’idea di averla saputa fin dall’inizio. Il che ha un altro vantaggio: obbligherete il cliente a fare gran parte del lavoro al posto vostro. Ad esempio “Hai avuto un’infanzia infelice?” potrebbe portarvi a qualsiasi cosa, da un genitore violento ad un ginocchio sbucciato, entrambi funzioneranno. Man mano che raccogliete e riassumete le informazioni che il cliente vi dà, cominciate a focalizzare le vostre domande sul denaro.

– Il nono consiglio è quello di essere un buon ascoltatore, l’ideale sarebbe che il cliente faccia tutto il lavoro per voi. Molti clienti durante la seduta, noterete che parleranno più di voi nella seduta, dandovi sempre più informazioni, voi dovrete solo annuire con fare saggio e getterete lì qualche occasionale interiezione. In seguito il cliente dirà che siete stati voi a parlare per tutto il tempo.

– Il decimo consiglio è siate dei bravi attori o meglio siate il più possibile drammatici, recitate quindi con affettazione.

– L’undicesimo consiglio di Hayman è quello di essere creativi, descrivete immagini false come “Vedo tua sorella che entra nella stanza. Sembra molto infelice?”; questo porterà il cliente ad scovare episodi del passato e a darvi quindi altre informazioni che possono portare al ricordo di una bambola rotta o alla morte di una persona cara legata alla vita della sorella.

– Il dodicesimo: fate sempre in modo che si pensi che sapete più di quanto dite, che state trattenendo qualcosa, ciò creerà un’aura di mistero e di sicurezza. Usate un’informazione che siete riusciti ad ottenere dal cliente, ma che egli pensa che non potevate scoprire se non con poteri occulti. Ciò vi darà autorità e lo incoraggerà ad aprirsi. Dopo tutto pensa che più lui vi dirà, più voi direte a lui. Ed è precisamente così che funziona.

Nel tredicesimo ed ultimo consiglio, Hayman spiega che un buon chiaroveggente utilizza l’adulazione più sfrenata. Tutti noi amiamo essere adulati, indipendentemente da quanto cerchiamo di negarlo. Non dovrebbe però essere troppo specifica: “sei un ottimo pianista” sarebbe probabilmente sbagliato, a meno che già non lo sappiate, ma “sei generoso, anche quando sospetti che gli altri si approfittino di te” può essere condiviso praticamente da tutti. Anche se l’adulazione è palesemente sbagliata indica un rapporto tra il chiaroveggente e il cliente. Una frase come:“l’adulazione ti rende piuttosto sospettoso” è doppiamente lusinghiera.

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